CHRISTSPIRACY (Film)
E’ in uscita nelle sale italiane il film documentario CHRISTSPIRACY, “
un documentario che sfida il modo tradizionale di pensare alla fede, all’etica e al nostro rapporto con gli animali. La ricerca dei registi è partita da una domanda non semplice: esiste un modo spirituale o etico per uccidere un animale? Questo quesito li ha condotti in giro per il mondo ad intervistare teologi, archeologi, contadini e sciamani di diverse fedi religiose in un viaggio che dura ben sette anni.” I creatori sono gli stessi dei noti :
Seaspiracy,
Cowspiracy e What the Health. CHRISTSPIRACY – Mescalito Film Questo è il link a cui si possono trovare tutte le informazioni.
Il film si espone anche delle critiche, che è meglio esplicitare subito per risultare teologicamente credibili; ad esempio il fatto che nazareno stia per nazireo è una delle diverse ipotesi al vaglio dello studiosi (come anche, per altri, il fatto che Gesù fosse esseno) ma non è una certezza ma appunto una delle ipotesi; lo stesso vale per il vangelo degli Ebioniti, sicuramente vegetariani, che purtroppo è andato perso e di cui abbiamo solo tracce indirette; la critica a San Paolo appare ingiustificata in quanto in altri passi Egli stesso dice che “è meglio non mangiare carne”; il fratello di Gesù in realtà sarebbe il cugino ma soprattutto ritengo che non vi sia nessun “insabbiamento” nel senso che le Scritture hanno sempre detto ciò che il film spiega (basti pensare che la Bibbia si apre con il “comando” del vegetarianesimo: Genesi 1,29) , inoltre la stessa traduzione spelonca di ladri in alcuni versioni della Bibbia è già tradotta come spelonca di assassini o violenti; la prova più concreta che non ci sia stato alcun insabbiamento è il fatto che molti profeti (tra cui Daniele citato anche nel film) erano vegetariani, molti Padri della Chiesa furono vegetariani e tra questi San Girolamo scrisse addirittura un capitolo del suo libro dedicato al vegetarianesimo quale necessità per un cristiano e -ad ogni modo- in 2000 anni di storia della Chiesa non sono mai mancati Santi vegetariani o addirittura vegani come San Francesco di Paola, o Santi -quali San Filippo Neri- che invitavano alla compassione verso tutti gli animali (per una biografia più completa invito a leggere e divulgare “il vegetarianesimo di ispirazione cristiana” della collana Cattolici Vegetariani).
Diciamo che la gente, inclusi molti cristiani, semplicemente non ha VOLUTO vedere, diciamo che si è taciuto, diciamo che non è stato insegnato e che sicuramente nell’educazione cristiana il vegetarianesimo non è certo una priorità (anzi!) ma “insabbiato” presupporrebbe una cancellazione delle fonti che invece non è (grazie a Dio) avvenuto. Diciamo che chi avesse voluto avere occhi per vedere, avrebbe visto. Poi che nelle Chiese non venga insegnato il vegetarianesimo è aimè fuor di dubbio, come è fuor di dubbio che oggi un vegetariano non fa vita facile tra i cristiani (e non solo), persino a noi hanno dato degli eretici o indemoniati…. ma questo è un altro discorso, riguarda più l’insensibilità dei praticanti che il Magistero, che anzi indica il vegetarianesimo come parte di una via di perfezione e di ascesi (salire verso Dio).
Tuttavia questi aspetti di critica, nulla tolgono al grande valore globale del film nel suo complesso; tra l’altro sottolineo che tutti gli argomenti sono presentati come cammino di ricerca di comprensione e mai come assunti dogmatici, sottraendosi quindi a critiche di falso.
Ammiro molto il lavoro di ricerca che è stato fatto, il collegare le varie religioni sotto il segno della compassione; è molto stimolante ascoltare le testimonianze dei vari esponenti delle diverse religioni che si sono posti domande di senso in merito alla questione della “teologia animale”, e si rimane in imbarazzo ascoltando che molti leader religiosi invece non si siano posti il problema. Altresì la ricostruzione teologica di genesi 1,29 è ben fatta.
Se viene mostrato come, senza dubbio, il rispetto degli animali ed il vegetarianesimo siano l’opzione migliore dal punto di vista etico “teorico” , è molto interessante notare le varie incongruenze pratiche sia dei cristiani (esempio la dieta di Daniele, noto profeta vegano, …con la carne), che degli altri religiosi, le quali vanno a ledere il messaggio di compassione che sottende ogni etica, ed ogni spiritualità.
“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, dicono i proverbi, e rattrista vedere che spesso la gola (tra l’altro noto vizio capitale) superi il cuore: il film invita a fare esattamente l’opposto cioè a rendere il giudizio del cuore superiore al giudizio della gola; a rendere le ragioni spirituali più forti di quelle materiali; a considerare prima il valore della vita e poi il valore del business (della carne, degli allevamenti etc).
Mi piace molto di come si porti a ragionare il fruitore della pellicola sul valore di ogni vita e di come dovrebbe essere umano e spirituale prendersene cura; mi piace l’evidenziare le contraddizioni tra la pratica e la teoria e mi piace molto il messaggio generale del documentario. Per questo si ritengo che sia importante accendere un dibattito, penso che con questo film sia stato fatto un gran lavoro e che non debba essere sprecato.
Associazione Cattolici Vegetariani parteciperà con piacere a dibattiti che andranno a stimolare una riflessione sul vegetarianesimo come scelta del cuore e del spirito.